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Se vuoi imparare bene la Mindfulness ecco 4 consigli.

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La Mindfulness si sta diffondendo in modo esponenziale in tante parti del mondo. Sempre più persone scelgono di avvicinarsi a questa disciplina per i suoi innumerevoli benefici dimostrati da migliaia di studi effettuati negli ultimi due decenni: è accertato che una pratica costante migliori il benessere fisico, psicologico e le relazioni interpersonali.

Ecco alcuni degli effetti benefici riconosciuti: 

Benefici psicologici: migliora l’autostima, l’autoregolazione emotiva, l’autorealizzazione, la resilienza, l’attenzione, la flessibilità cognitiva e la capacità di prendere decisioni, inoltre, la Mindfulness aiuta a ridurre e gestire alcuni disturbi psicologici come l’ansia e la depressione. 

Benefici fisici: la Mindfulness aiuta a ridurre i comportamenti dannosi per la salute come il fumo, la sedentarietà, l’eccessiva alimentazione e l’insonnia, con un’importante ricaduta preventiva sull’insorgenza di alcune patologie, come quelle cardiovascolari e il diabete, considerate le principali cause di morte ed invalidità in occidente. Aiuta inoltre a gestire il dolore e patologie croniche. 

Benefici sociali: con la pratica di Mindfulness migliorano le capacità comunicative, la soddisfazione nelle reazioni sociali e familiari e si riduce la reattività. 

Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace. Thich Nhat Hanh

Questi benefici si riferiscono all’applicazione della Mindfulness nel sua versione più “autentica”, cioè quella disciplina di matrice orientale diffusa in occidente da grandi maestri come Rob Nairn, Kabat Zinn, Mathieu Richard, Thich Nath Han, i quali hanno saputo integrare gli antichi insegnamenti buddisti con le conoscenze psicologiche e neurofisiologiche più attuali. 

Cos’è veramente la Mindfulness?

La parola Mindfulness trae origine dal termine sanscrito Sati, che racchiude molti significati nella nostra lingua. Sati è memoria del presente e presenza mentale, è conoscenza di ciò che accade in campo fenomenologico (Bodhi, 2011). Nella tradizione buddhista, Sati, è una qualità della mente che occorre coltivare per giungere alla riduzione delle sofferenze umane, che sono considerate connesse ad una percezione erronea di un io individuale permanente. Superare questa illusione permetterebbe il raggiungimento di un equilibrio emozionale e di un benessere psicologico duraturi.

Gran parte delle pratiche e degli interventi che attualmente definiamo mindfulness, sono il frutto degli studi pionieristici di Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets e di altri maestri come Rob Nairn, psicologo esperto di filosofia Buddhista, tra i fondatori della Mindfulness Association. Questi scienziati hanno saputo coniugare gli antichi insegnamenti buddhisti con la mentalità occidentale, rendendo accessibili a tutti i benefici di queste antiche pratiche.

La Mindfulness è una qualità della mente che consiste nel:

“Sapere ciò, che accade, mentre accade, senza preferenze” Rob Nairn

“Prestare attenzione con intenzione, nel momento presente ed in modo non giudicante” Kabat Zinn.

Imparare la Mindfuless significa imparare a coltivare un atteggiamento aperto, gentile, non reattivo, connesso con la realtà e finalizzato ad agire in modo consapevole.

Questa capacità viene acquisita in particolare (ma non solo) attraverso la pratica meditativa. 

Meditare è semplice e contemporaneamente molto complesso. Quando si medita si offre alla mente la possibilità di stare in una dimensione più libera dagli schemi abituali, che tuttavia continuano ad agire.

Lavorare per sviluppare la consapevolezza mentale implica diversi passaggi graduali, la consapevolezza non segue la dimensione del “tutto o niente” (essere completamente inconsapevoli o completamente consapevoli), è un processo che si genera passo dopo passo, esperienza dopo esperienza e che si può ampliare sempre di più con l’esercizio. 

Lavorare sulla consapevolezza comporta il contatto con parti anche dolorose o difficili da vedere e ancor più da accettare, per questo richiede tempo ed include anche la capacità di coltivare il giusto atteggiamento con cui praticare.  

Praticare la Mindfulness significa cambiare la relazione con le parti dolorose e difficili della vita e recuperare la capacità di aprirci all’esperienza oltre le nostre preferenze.

“Mindfulness è amare tutti i dettagli della nostra vita”.

Pema Chondron

Come avvicinarsi alla pratica di Mindfulness

Potrebbe essere utile fare delle esperienza di pratica da autodidatti, magari con il supporto di qualche audio, o partecipare a dei corsi poco impegnativi per avvicinarvi a questa disciplina senza avere il senso di investire eccessivamente prima di sapere se la cosa fa per voi. E’ però importante farlo tenendo presente alcuni aspetti.

Il problema di una pratica improvvisata, non è solo la sua potenziale inefficacia, ma il fatto di generare in alcuni casi degli effetti controproducenti.

Questo per diversi motivi: 

  • Poichè come individui siamo portati a generalizzare, se praticate in autonomia o partecipate ad un corso dove risulta poco chiaro ciò che state facendo o dove non sperimentate alcun effetto, potreste pensare che sia la Mindfulness a non funzionare veramente. Quindi sarete portati ad abbandonare non solo quel corso ma l’idea di praticare, privandovi dei benefici straordinari di questa disciplina.
  • Oppure, se durante la pratica solitaria o la partecipazione a un corso dovessero emergere delle difficoltà, e queste non venissero accolte e contestualizzate in modo da acquisire significato, potreste pensare di “non essere portati”, e potreste sviluppare un senso di frustrazione e di inadeguatezza che vi farà abbandonare l’idea di praticare in generale. 
  • Infine, quando la Mindfulness non viene appresa in modo corretto potrebbe capitare di iniziare ad utilizzarla come uno scudo che blocca la risoluzione delle proprie difficoltà, uno scudo sofisticato che porta consolidare i blocchi senza rendersene conto. Questo perchè i meccanismi di difesa che abbiamo sono molto potenti e raffinati. Ed è per questo motivo che anche gli stessi insegnanti sono tenuti a fare supervisioni sulla propria pratica personale con frequenza. 

Come scegliere il percorso gusto?

1) Come per ogni disciplina, la prima cosa da considerare è la formazione del docente. Non esiste un titolo riconosciuto a livello nazionale per l’insegnamento della Mindfulness, vi sono enti e associazioni che rilasciano il certificato di abilitazione all’insegnamento, alcuni dei quali autorevoli a livello nazionale e internazionale, altri (molti) non autorevoli, che nel tempo si sono diffusi vista l’aumentata richiesta di corsi di questo genere. E’ utile ricordare che tutti i grandi maestri non hanno iniziato la loro carriera come insegnanti di Mindfulness, sono stati innanzitutto praticanti, cioè persone che hanno deciso di fare propria la pratica di Mindfulness attraverso l’esperienza diretta, applicando in prima persona i suoi principi, lavorando in prima persona per generare quel senso di consapevolezza allargata che la pratica di Mindfulness aiuta a sviluppare. Solo dopo, sulla base di questa esperienza trasformativa sperimentata direttamente, hanno sviluppato studi e teorie che in seguito sono diventati materia di insegnamento e di approfondimenti scientifici.

“Forse la cosa più «spirituale» che ciascuno di noi può fare è semplicemente guardare con i propri occhi, vedere con occhi di completezza, e agire con integritàe tenerezza.”

Jon Kabat-Zinn

Dunque le informazioni che possono orientarvi a valutare il curriculum del docente sono: quale esperienza di pratica di Mindfulness personale ha, da quanti anni pratica, dove ha imparato a praticare, è collegato ad enti o associazioni che sono punti di riferimento nazionali o internazionali, quali esperienze ha fatto…? E’ importante considerare le referenze rispetto alla Mindfulness nello specifico, non ad altre discipline che possono sembrare affini, perchè la Mindfulness ha le sue peculiarità, quindi si può essere bravissimi insegnati di yoga, psicologi, formatori, ecc…ma senza una formazione specifica in questa materia, non è possibile garantire la qualità della preparazione nell’insegnamento della Mindfulness. 

2) La Mindfulness si pratica, dunque per impararla è utile partecipare ad un corso che dia un rilevante spazio alle esercitazioni pratiche e offra degli strumenti per poter proseguire in autonomia tra una sessione e l’altra e al termine del corso. Infatti il vero effetto benefico della Mindfulness è il cambiamento che genera nel lungo termine andando a modificare le abitudini nella vita di tutti i giorni.

3) La Mindfulness va anche capita, dunque sono importanti i riferimenti teorici proposti che, oltre a dare una rilevanza scientifica all’esperienza, devono aiutarvi a comprendere il contesto nel quale si inserisce la pratica. E’ importante che sappiate cosa state facendo esattamente, se si tratta di Mindfulness o di altro, indipendentemente dalla sua utilità.

4) La presenza di supervisioni e di spazi individuali nei quali poter condividere la vostra esperienza e ricevere indicazioni individualizzate. Praticare la Mindfulness è più complesso di quanto possa sembrare, poiché la nostra mente ha impiegato decenni per strutturare meccanismi di difesa che continuano ad essere attivi al di fuori della nostra consapevolezza. Quando praticate potrebbero sorgere in qualsiasi momento domande, richieste, perplessità ed è importante che, quando partecipate ad un corso, abbiate uno spazio dove elaborare la vostra esperienza personale di pratica. 

4) Il prezzo del corso. E’ possibile trovare serate di presentazione gratuite, brevi conferenze informative, e questo fa parte di un’offerta che può essere molto utile. Il consiglio è quello di diffidare di interi corsi offerti a poche decine di euro o ancor peggio gratuiti, perché l’insegnamento di qualità necessita di aggiornamenti costanti, supervisioni, approfondimenti che richiedono molte ore e un investimento economico. La stessa cosa vale per i prezzi eccessivamente alti. Un costo equilibrato è quello calcolato sulla base delle ore formative, del materiale fornito e degli spazi extra che vengono offerti. 

“Devi comprendere in prima persona, direttamente, la verità su di te. E non puoi realizzarla tramite un altro, per quanto grande sia. Non c’è autorità che possa rivelarla”.

Jiddu Krishnamurti