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Andare o non andare dallo psicologo? Questo è il dilemma…

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Scopri come puoi orientarti per prendere una decisione.

Molte persone probabilmente si stanno ponendo questa domanda, cioè se affrontare le proprie difficoltà da sole, magari con il supporto di letture, attraverso nuove esperienze o il confronto con amicizie, oppure se rivolgersi a un professionista. Molti continuano a rimanere in questo dubbio a lungo, questo per diversi motivi. Ecco i più comuni: 

Credere che lo psicologo sia “il dottore dei matti”. In effetti, la storia della psicologia è strettamente legata a quella della salute mentale. Trent’anni fa, gli psicologi si occupavano prevalentemente di disturbi psichiatrici, tuttavia, negli anni, la psicologia (come tutte le altre scienze) si è evoluta, ampliando i propri ambiti di intervento e spostando il focus di azione dalla gestione della patologia alla promozione della salute e delle risorse personali. Lo psicologo certamente è di supporto in caso di fragilità psichica, ma molti interventi sono rivolti a persone che non presentano gravi problematiche, ma hanno la necessità di risolvere alcune questioni personali o relazionali o che desiderano semplicemente migliorare alcuni aspetti della propria vita. Va anche considerato che, talvolta, le persone si nascondono dietro a queste definizioni antiquate di psicologia, per non mettersi in gioco e, di fatto, per giustificare la propria scelta di non cambiare.

Un altro problema può essere quello economico. Un problema comprensibile, perché iniziare un percorso psicologico richiede la disponibilità a impegnarsi per un certo periodo di tempo, che può variare a seconda della problematica da affrontare. Una soluzione può essere quella di raccogliere le tutte informazioni che possono esserti utili a prendere una decisione, chiedendo i costi prima di fissare il primo appuntamento, in modo da poter considerare l’opportunità di procedere, rimandare o rivolgerti altrove. Potresti anche condividere questo problema con il professionista che sceglierai, e valutare con lui una frequenza di sedute che bilanci l’efficacia dell’intervento con la sostenibilità economica. 

Un ultimo aspetto importante è l’abitudine. Forse le difficoltà che ti stanno spingendo a valutare l’intervento di uno psicologo, ti stanno accompagnando da molto tempo, magari da anni, quei disturbi o quell’insoddisfazione li conosci bene e sei comunque riuscito ad andare avanti lo stesso. In effetti, le persone si abituano a tutto, anche a stare male. Non significa però che abituarsi a stare male sia come stare bene veramente, il meccanismo di sopravvivenza è fondamentale quando non si ha scelta, ma molte persone continuano ad utilizzarlo anche quando una strada diversa potrebbe esserci. 

Infine, va precisato che effettivamente non tutte le difficoltà richiedono necessariamente l’intervento dello psicologo. Ci sono molti libri a disposizione, molte informazioni sul web, e molti modi di lavorare da soli per raggiungere il cambiamento desiderato.

Dunque, quando andare dallo psicologo?

Se noti che il tempo passa e il tuo problema rimane sempre lì, l’unica via di uscita è iniziare a fare qualcosa di diverso: cambiare delle abitudini o il tuo atteggiamento mentale, fare di più alcune cose o abbandonarne delle altre. Ma che tu ci riesca da solo o oppure rivolgendoti a uno psicologo non è rilevante, l’unica cosa che conta è che tu raggiunga il tuo obiettivo. Quindi la domanda diventa: cosa mi serve per raggiungere il mio obiettivo? 

Sono convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.
(Giacomo Leopardi)