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Ansia da Rientro?

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È normale al termine di un periodo di vacanza percepire una lieve ansia al pensiero di dover tornare alla solita routine fatta di impegni e responsabilità. 

Alcune persone però, qualche giorno prima della conclusione delle ferie, iniziano a sentire una forte ansia che non le fa dormire la notte e che le porta ad avere pensieri frequenti su quello che dovranno fare o disturbi fisici  e un senso diffuso di oppressione. 

Se questo è il vostro caso, non vi dirò di avere più cura di voi al rientro, di prendervi i vostri spazi, di iniziare per gradi o di trovare il tempo per andare a fare delle passeggiate, perché questi consigli guardano il problema in superficie.

E poi, se bastasse avere “più cura di voi” (e dovremmo specificare cosa vuol dire esattamente) per stare meglio, lo avreste già fatto.

Quando si vive con grande fatica la propria quotidianità è perchè ci sono effettivamente situazioni complesse da gestire. 

Un aspetto interessante su cui riflettere è quello di cui parlano Maura Gancitano ed Andrea Colamedici ne “La Società della performance”.

La società della performance è una società che parla solo ciò di successo individuale ad ogni costo e che alimenta la competizione. In questa società  non c’è spazio per parlare della parte più vera e complicata della vita: come far quadrare le cose ogni giorno, i dubbi, la fatica di tenere insieme le cose…

Ci viene detto che dobbiamo fare sempre di più e sempre meglio. 

Siamo intrisi di obblighi a performare, cerchiamo la prestazione eccellente nel lavoro, negli affetti, nel cibo che cuciniamo, nei locali che frequentiamo, per non parlare dei social, e non ci concediamo di perdere alcuna opportunità, ci deve stare tutto e tutto deve quadrare. 

Non è concesso decidere come impiegare il proprio tempo, scegliere quanto e quando esporsi e decidere di fermarsi alimenta i sensi di colpa e genera un sentimento di inadeguatezza.

Aver assorbito questo messaggio incide sul nostro benessere, sulla nostra soddisfazione al termine della giornata, e sul valore che diamo alla fatica che facciamo ogni giorno. 

Se siamo più consapevoli dei messaggi che guidano i nostri sentimenti e le nostre azioni , possiamo iniziare a dire di no, e a considerare meno scontato il valore di tutto quello che facciamo ogni giorno.  

 

Durante la giornata potete iniziare a notare come molte delle azioni che considerate scontate in realtà non lo sono, e hanno in sé un gran valore: impegnarsi il giusto nel lavoro, essere cortesi, evitare di alimentare dei conflitti, dedicare del tempo ad attività che hanno un impatto positivo sugli altri (come preparare una cena sana, tenere in ordine la casa, ascoltare qualcuno in difficoltà…)…e magari potete notare anche che alcune abitudini non producono un vero valore, ad esempio uscire per forza tardi dal lavoro, mangiare un pasto sbrigativo, non chiedere mai aiuto, rinunciare al tempo con gli amici e con persone a cui vogliamo bene, sacrificare l’attività fisica, dormire poco…

Non dobbiamo essere sempre in servizio, ed è importante sentirci a servizio di ciò che consideriamo importante. 

 

 Fatemi sapere cosa ne pensate.