Scopri come una cattiva informazione può danneggiati più di quanto credi.

In questo periodo così difficile, il rapporto con l’informazione è cruciale: abbiamo bisogno di sapere e comprendere cosa sta accadendo, per poter gestire il presente e prepararci a un futuro incerto.
Questa fame di notizie, ha portato le testate giornalistiche, la TV, e più in generale, chiunque si occupi di comunicazione, a dedicare la quasi totalità dello spazio disponibile, al tema COVID-19.
Sfortunatamente però, gli sviluppi quotidiani sono minimi e molti dati, per diventare certi, necessitano di tempi lunghi (ad esempio lo sviluppo di cure efficaci o gli effetti della quarantena…ecc). Dunque, per i media, si pone il problema di come riempire il grande spazio a disposizione e soddisfare la continua richiesta di notizie.

Le persone hanno paura, vogliono risposte, e quando si è spaventati, si cerca in ogni momento un segnale di rassicurazione, attraverso quell’informazione che consenta di avere la percezione del controllo di una situazione che, controllabile non è. E ogni informazione in più, sembra avere il potere di sanare questa necessità di controllo, pertanto ,qualunque notizia che fornisca degli elementi nuovi, viene accolta e divulgata attraverso i canali di comunicazione disponibili, compresi i social network come Whatsapp e Facebook.
E questo scenario, caratterizzato dal bisogno di notizie e dalla scarsità di dati certi, è terreno fertile per la proliferazione delle bufale.
Le bufale trovano spazio perchè offrono una versione più avvincente di quella ufficiale, una versione maggiormente semplificata, immediata e comprensibile, le bufale tengono le persone attivate con continue novità (che nella realtà non ci sono) e, sfruttando la reazione di allarme del sistema nervoso, innescano il circolo vizioso: aumento della paura, aumento del bisogno di rassicurazione, aumento della ricerca di notizie, aumento della paura, …e così via.

Le bufale sono sostanzialmente di due tipi:
quelle che mettono completamente in discussione le fonti ufficiali, che non le riconoscono come attendibili, che mirano a dimostrarne l’inaffidabilità di queste fonti e a fornire una visone alternativa (in realtà non vi dicono che…quello che succede è pilotato dai governi o dalle multinazionali…).
quelle che, pur riconoscendo in apparenza l’autorevolezza della versione ufficiale, ne offrono un’interpretazione, aggiungendo o togliendo dati, o trasformando le considerazioni personali in dati ufficiali. Queste sono le bufale più insidiose perchè “travestite” da fonti attendibili.
Dunque, il primo punto è: come riconoscere le bufale.

Per farlo può essere utile porsi alcune semplici domande seguendo questi punti:
Dove: da dove proviene questa notizia? Sappiamo per esempio che i social network possono essere importanti strumenti di divulgazione, ma non sono spazi monitorati sul piano dei contenuti. Un altro esempio sono le trasmissioni di intrattenimento in onda su radio o TV, che rispetto ai contenuti, hanno standard differenti dalle trasmissioni di carattere scientifico. La stessa cosa vale per la stampa.
Chi: chi ci sta dando la notizia? Qual è la specifica preparazione di chi sta parlando? Che qualifiche ha? Per esempio, non è detto che il professionista intervistato sia realmente specializzato sul tema COVID-19, magari si occupa di altro e durante le interviste sta solo esprimendo la propria opinione…o peggio ancora, le notizie anonime, come gli audio di Whatsapp, quale autorevolezza possono avere?!
E’ verificabile: vi è la possibilità di verificare la notizia? Ci sono altre fonti autorevoli che la riportano? Quali sono i dati a cui fa riferimento? La frase “le fonti ufficiali non ne parlano ma è stato detto di passare parola che…” è un chiaro esempio di non verificabilità e quindi si tratterà certamente di una bufala.
L’attivazione emotiva: La notizia ti colpisce? Ti fa preoccupare o arrabbiare? Oppure ti dà gioia ed entusiasmo? Se è così, questo è il momento di prestare maggior attenzione, perchè quando siamo attivati emotivamente, le nostre capacità analitiche si riducono.
Confonde rispetto a cio’ che si sa: questa notizia, come si inserisce nell’impianto di conoscenze già note? Se tutti i maggiori esperti concordano su dei dati ed emergono altri dati in contro tendenza, come casi isolati o eccezioni, questi non possono mettere in discussione completamente l’impianto teorico precedente, finchè non vengono prodotti dati altrettanto solidi.
Il secondo punto e’: perche’ e’ così importante riconoscere e proteggersi dalle bufale.

Perchè, nel migliore dei casi, rischi di soffrire inutilmente, nel peggiore, di mettere in atto comportamenti dannosi per te e per gli altri. In questo periodo sono già numerose le cause di sofferenza che non possiamo evitare: sappiamo che molte persone sono ammalate, noi stessi potremmo avere paura di ammalarci, molte persone hanno perso la vita, c’è chi ha problemi di salute e non si può curare perchè non può andare in ospedale, c’è chi assiste familiari malati senza supporto, senza contare le preoccupazioni economiche o la fatica di dover essere isolati, magari distanti dalle persone care. L’impatto di questa condizione sulla nostra sfera emotiva è rilevante, anche perchè, le possibilità di rigenerazione e di svago sono ridotte. Dunque, se in altri momenti la bufala potrebbe essere paragonata a poco più di un malinteso, adesso il suo effetto potrebbe essere quello di colpire un sistema già fragile, per non aggiungere niente, se non fatica inutile. Senza considerare le bufale che forniscono indicazioni imprecise e dannose che possono compromettere la salute fisica.
Perchè i ragionamenti e le considerazioni utili a riconoscere e allontanare le bufale, ti permettono di acquisire un metodo, ad esempio rispetto a come selezionare le notizie, che potrà esserti utile anche in altri ambiti ed in altre situazioni.
Perchè il tuo tempo è prezioso. E’ vero che ora molti hanno più tempo di prima, ma questo non è un buon motivo per riempire le nostre giornate di “immondizia”. Dedicare tempo ad ascoltare le bufale in TV, su Whatsapp, al telefono con l’amica che ci parla delle ultime scoperte che nessuno conosce, toglie spazio ad azioni più utili per noi, e magari più utili anche per gli altri, questo perchè siamo costantemente “impegnati” ad ascoltare qualunque cosa “perchè non si sa mai”.
Diamo valore alla nostra salute, anche a quella PSICOLOGICA! Stiamo già affrontando molte difficoltà e le energie che ci rimangono possiamo decidere se utilizzarle per ridurre o aumentare il danno: possiamo scegliere di usare il tempo per imparare qualcosa di nuovo, per sviluppare un talento, per aiutare qualcuno, per sforzarci a comprendere come fare le cose veramente utili, oppure, possiamo usare il tempo per lamentarci, per soffermarci sui cavilli, per cercare le colpe e…ascoltare e diffondere le bufale.
La scelta dell’atteggiamento da avere è qualcosa di concreto che possiamo controllare in questa situazione così difficile, e questo può fare davvero la differenza nel determinare la qualità del nostro presente e del nostro futuro.
Colui che vuole distinguere il vero dal falso deve avere un’ idea adeguata di ciò che è vero e di ciò che è falso.
Baruch Spinoza
